Montecastelli

Montecastelli è un paesino con meno di cento abitanti arroccato su una collina, a 500 metri sul livello del mare, ai piedi della quale scorrono il torrente Pavone e il fiume Cecina. La zona è quella delle Colline Metallifere tra Larderello e Colle Val d’Elsa e tra le provincie di Pisa, Siena e Grosseto.

Le origini risalgono al 1114 quando a Ruggero dei Conti di Bergamo, Vescovo di Volterra, furono donati beni su quella collina. Nel 1202 il Vescovo Ildebrando Pannocchieschi e Guasco, il capostipite dei Conti Guasco della Rocca, insieme edificarono il castello di Montecastelli e se ne divisero il dominio. Nel 1204 secondo il ‘Registrum Volterranum’ gli uomini del castello giurarono però fedeltà al Comune di Volterra. Per tutto il XIII secolo fu teatro delle contese tra il Comune e il Vescovo, fino agli inizi del Trecento quando fu legalizzato il controllo con l’acquisto da parte del Comune dei diritti signorili spettanti ai Conti Pannocchieschi e ai Conti Guasco.A metà del XIV secolo si chiude l’annosa questione sulla giurisdizione, con l’intervento del Vescovo Filippo Belforti che cede la quota vescovile. Dopo alcune parentesi in cui Montecastelli risulta sottomesso a Firenze - tra il 1370 e il 1381, dal 1405 al 1410, ancora nel 1427 è attestata la giurisdizione fiorentina – successivamente segue le sorti del contado volterrano. Verso la fine del XVIII secolo Montecastelli è incorporato al Comune di Castelnuovo Val di Cecina.

L’aspetto attuale è di un borgo medievale percorso da due strade concentriche che si intersecano dietro la chiesa e sono unite da passaggi coperti e da ripidi ‘chiassi’ e vicoli.Delle antiche mura che circondavano il borgo, sono rimasti solo alcuni tratti e una porta, detta Bucignana, ad arco a tutto sesto, che presenta ancora un cardine superiore in pietra e dalla quale la vista si allarga spaziando fino al Monte Amiata.

Di grande interesse sono alla sommità del borgo la Pieve e la Torre. La Pieve dei Santi Filippo e Giacomo risale al XII secolo e rappresenta uno dei pochi esempi di architettura romanica religiosa in Val di Cecina; ha una facciata in conci divisa in tre arcate di cui due cieche che affiancano quella centrale con il portale e un interno a tre navate rimaneggiato nel XVIII secolo. La massiccia Torre di avvistamento eretta nel 1215 dal Vescovo Pagano dei Pannocchieschi a difesa della vicina chiesa e “dialogante” con la Rocca Sillana posta in cima alla collina dirimpetto a Montecastelli, ha forma quadrata con base inclinata.

Come consueto nell’epoca medioevale, anche Montecastelli aveva una sua confraternita: la Compagnia della Misericordia con sede in una chiesa sulla sommità del borgo. L’origine di tale edificio non risulta ancora indagata, certamente venne sconsacrata a metà del Novecento e trasformata con lavori interni, come la controsoffittatura, pareti divisorie e chiusura di finestre, in cinema parrocchiale e luogo di ritrovo della popolazione.

Nei dintorni, si possono visitare un Ipogeo ‘a camera’ del tardo periodo etrusco (VI sec. a.C.) a pianta quadrangolare con pilastro centrale e sei giacigli scavati sui tre lati, e una Miniera di rame, sita vicino al torrente Pavone nella gola tra Montecastelli e la Rocca Sillana. Lo sfruttamento minerario già conosciuto nel periodo etrusco, ebbe alterne vicende nel corso dei secoli, fino al 1827 quando venne riaperta e ampliata. Gli impianti furono abbandonati nel 1869, ma rimangono visibili i pozzi, le gallerie e i resti degli edifici un tempo adibiti a uffici e officine. Oggi la miniera ospita una importante colonia di pipistrelli composta almeno da quattro specie studiate dagli specialisti del Museo di Storia Naturale di Firenze.

Su appuntamento si può visitare in paese anche un Museo della Civiltà contadina che raccoglie attrezzi in uso tra la fine del XIX secolo e gli anni cinquanta del ‘900, che testimoniano il tipo di vita condotto in questi luoghi e i lavori svolti, da quelli agricoli e artigianali a quelli domestici.

La campagna circostante è quella tipica toscana con boschi di vegetazione mediterranea composta da lecci, corbezzoli, cerri e dove una serie di sentieri danno la possibilità di effettuare passeggiate più o meno impegnative e lungo i quali si possono avvistare esemplari di fauna locale come mufloni, caprioli e cinghiali.Numerosi sono i campi coltivati a olivi e viti la cui produzione di vino è tutelata dal marchio «IGT Montecastelli».