Descrizione

Programma:

Ludwig van Beethoven, Trio in sol maggiore op.1 n.2

Adagio. Allegro vivace
Largo con espressione
SCHERZO Allegro
FINALE Presto

Antonín DvoŇôák, Trio in sol minore op.26

Allegro moderato
Largo
SCHERZO Presto
FINALE Allegro non tanto


Nel Trio ARS ET LABOR, costituitosi nel 2011, si uniscono tre musiciste che, come scrive il famoso critico e musicologo Christoph Schlüren, hanno “rivivificato la grande tradizione italiana del trio con pianoforte a livello internazionale. Il nome è programma: ARS ET LABOR sta per la più raffinata cultura interpretativa, tutta al servizio della musica.” Il Trio s’impone fin dai primi concerti per la serietà di preparazione e la qualità nella raffinata realizzazione di capolavori per questa formazione. Il Trio ARS ET LABOR ha effettuato numerosi concerti in Italia e all’estero, privilegiando però l’attività nel luogo di residenza, Perugia, dove ha fondato una serie di concerti intitolati “Il capolavoro”. Il suo vasto repertorio comprende gli integrali dei grandi classici come Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Schumann e Brahms, ma si distingue anche per la raffinata realizzazione di brani del repertorio francese, del Novecento e di autori contemporanei.
Trasparenza, chiarezza strutturale ritmica, melodica e armonica, accuratezza ed equilibrio timbrico, fedeltà al testo con ricerca ove possibile nei manoscritti, così come la naturalezza del dominio tecnico e della verità espressiva sono fra i valori delle musiciste del Trio ARS ET LABOR.
Cosi scrive la critica: “Al pianoforte, Christa Bützberger tiene insieme le fila musicali del Trio e dirige con somma flessibilità, cavando dallo strumento una grande varietà di timbri e innumerevoli gradazioni nella dinamica e nell’articolazione, con una levità totalmente priva di costrizioni e una musicalità che toglie il respiro, avvertibile in ogni nota. Al violino, Sara Gianfriddo ha un tono soffice e morbido, si slancia giocosamente nel registro acuto e avvince con un tono sublime eppure così vicino, pieno di intimo sentire e di espressione schietta. Héloïse Piolat è una violoncellista entusiasmante: raramente capita di ascoltare il suo strumento suonato in modo così spoglio di ogni pretenziosità. Piolat non si mette in mostra con un vibrato eccessivo e dinamiche sopra le righe, come avviene tanto spesso, ma suona fiduciosa nell’articolazione minuta della musica e nella sua concentrazione, riuscendo sempre convincente.” [Oliver Fraenzke, München “The New Listener”]