Tuesday 31 March 2015
LA REPUBBLICA / Montecastelli così la musica può riaccendere il paese fantasma

NOVANTANOVE sedie diverse e un pianoforte Steinway nella chiesa trecentesca della Compagnia della Misericordia che oggi rinasce come sala da musica. All’esterno della piccola navata, un borgo medievale che da tempo patisce l’abbandono dalla popolazione ma dove intellettuali e artisti prendono volentieri dimora. È Montecastelli, frazione di Castelnuovo Val di Cecina, provincia di Pisa. Un’ottantina d’anime e un’unica bottega di tabaccaio dove però si può trovare tutto ciò che serve. Tenaci, i residenti, nel lottare perché il territorio d’intorno, le colline dalle dolci rotondità, i campi, i boschi, non vengano snaturati dalle centrali geotermiche che la Regione vorrebbe impiantarvi. La nuova sala per concerti, che ambisce a diventare luogo d’aggregazione internazionale, è stata chiesa fino a qualche decennio fa. Deturpata nel dopoguerra per farne un circolo Acli con cinema, servizi e finestre, è stato necessario l’intervento di un privato per restituirle la dignità architettonica perduta. Riportata a mattoni la volta a botte, intonacate le pareti, messo il riscaldamento, costruita una pedana in legno per i musicisti, il progetto acustico affidato allo stesso ingegnere che si è occupato della Fenice. Restauro da qualche centinaio di migliaia di euro concluso da pochi giorni. Tutto gestito e pagato da un uomo solo, il tedesco Philipp Bonhoeffer, cinquantaduenne cardiochirurgo pediatrico di fama mondiale (si deve a lui la prima sostituzione transcatetere di una valvola del cuore) che, cessata l’attività operatoria e potendo contare su introiti cospicui derivanti dai suoi brevetti d’uso consueto nella pratica clinica, si è dato alla realizzazione di strumenti ad arco. Per ora dal suo laboratorio di Montecastelli, di fronte al tabaccaio, sono usciti dieci violini e un violoncello. Nessuno in vendita, soltanto in prestito a giovani talenti squattrinati. Non ha bisogno di denaro, né lo vuole Bonhoeffer per coltivare questa passione che nutre da quando, ragazzo capace di suonare il violino e la viola, era in dubbio se fare il liutaio o il medico. Ha optato per la seconda strada, divenendo allievo a Bergamo di un luminare della chirurgia pediatrica come Lucio Parenzan. La musica, però, non l’ha mai abbandonata, e adesso c’è tornato a tempo pieno. Anche come organizzatore, dato che la Compagnia della Misericordia gli è stata concessa in comodato dalla diocesi di Volterra per mezzo secolo.A consacrarne la nuova funzione, stamattina una cerimonia pubblica, nel pomeriggio l’esecuzione del Quintetto K. 515 di Mozart e della “Trota” di Schubert, davanti al sindaco, al vescovo, al deputato Federico Gelli. Bonhoeffer al violino e due componenti del Quartetto Hagen tra gli interpreti. Il 14 aprile, seconda inaugurazione per chi, del posto, non riesce a entrare oggi. E dall’estate il progetto di avviare una stagione concertistica strutturata. Gli Hagen, uno dei grandi quartetti in circolazione, hanno garantito la loro presenza. Poi si ricorrerà a talenti in erba. «Grazie anche a Stefan Peter Greiner, mio maestro di liuteria e ora collega nell’atelier dove sperimentiamo tecniche costruttive d’avanguardia, arrivano a Montecastelli molti musicisti a saggiare i nostri strumenti. Saranno loro i protagonisti dei concerti. La sala servirà poi per corsi di perfezionamento, registrazioni , incontri scientifici (come quello fissato per giugno fra neurobiologi di Harvard, Londra e Svizzera), magari per le prove dell’Orchestra giovanile tedesca dove ho suonato anch’io e con cui ho già preso contatti. Siccome il comodato dura a lungo, spero che anche quando non ci sarò più una fondazione possa portare avanti questa creatura». E molti, del borgo, hanno portato dentro l’ex-chiesa le loro sedie, segno di quanto desiderino rispecchiarsi in questo spazio. Arrivano da cucine, salotti e soffitte, dal bar che non esiste più e dal vecchio negozio di barbiere, dal medico condotto Nedda Grassi, da una signora di 102 anni che ha conosciuto Picasso e Einstein, dal sindaco che ha mandato vecchie poltrone dei consiglieri comunali. Gli Hagen lasceranno le proprie. Presto arriverà quella di Christiane Nüsslein-Volhard, premio Nobel per la medicina.«Ci sono anche due sedie dello studio di Parenzan», racconta Bonhoeffer. «Quelle su cui i genitori dei piccoli pazienti attendevano con angoscia il responso degli interventi. Sedie della speranza, che spesso hanno visto tramutarsi in gioia e talvolta, purtroppo, in dolore».

Articolo di Gregorio Moppi